Sindacati. Fumarola al Congresso Uil: «Serve un patto di responsabilità per un nuovo modello di sviluppo. La contrattazione resta la via maestra»

«Di buon sindacato, in Italia, in Europa e nel mondo, c’è bisogno oggi più di ieri. Perché il tempo che viviamo non è un tempo ordinario. È un cambio d’epoca». Lo ha affermato la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Padova al XIX Congresso nazionale della Uil.

Fumarola ha sottolineato come si stiano muovendo insieme trasformazioni economiche, tecnologiche, geo-strategiche, demografiche e sociali, che cambiano le catene globali del valore, le imprese, il lavoro e la composizione sociale delle comunità. Un cambiamento in cui l’intelligenza artificiale si fa strada in ogni ambito, modificando processi, competenze, organizzazione e rapporti di forza, e portando sul tetto del mondo «una nuova oligarchia tecnocratica apparentemente onnipotente».

Forte il richiamo anche all’Europa da parte della leader Cisl, con una richiesta chiara: il Patto di Stabilità, «con la sua logica corta e contabile, va superato». La stabilità vera, ha spiegato, «non è tagliare investimenti, il welfare, le politiche sociali», ma «costruire lavoro, competenze, infrastrutture, sanità», rilanciare scuola, formazione, università e ricerca, assicurare energia pulita e a basso costo e sicurezza negli approvvigionamenti strategici. Fumarola ha chiesto inoltre di evitare nuove e miopi strette monetarie: «Non possiamo chiedere al lavoro di pagare due volte: prima l’inflazione, poi la stretta creditizia».

Sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, Fumarola ha osservato che è «ormai al capolinea». «È stato una grande occasione, colta in parte. Ha mosso risorse, cantieri, progetti, aspettative. Ma il punto vero è cosa resterà». Per la numero uno della Cisl il PNRR deve diventare «un ponte verso un nuovo modello di sviluppo, non una parentesi», con pilastri piantati nella buona occupazione, nella coesione territoriale e sociale, nella partecipazione di ogni soggetto competente e responsabile al bene comune. Per costruirlo, ha aggiunto, serve «un accordo di responsabilità tra Governo e parti sociali», che indichi insieme obiettivi strategici da perseguire con coerenza, a partire da retribuzioni e produttività, innovazione e formazione.

Fumarola ha poi ribadito la richiesta di rinnovare tutti i contratti e di rafforzare le forme di recupero contrattuale dell’inflazione reale, «evitando di ripetere gli errori del passato, riproponendo antistoriche riedizioni della “scala mobile”», oltre a controllare prezzi e tariffe e colpire la speculazione. Ha inoltre sollecitato di alleggerire le tasse su lavoro e pensioni, che da sole reggono gran parte delle entrate Irpef: «Basta regali ai furbi. Basta rottamazioni e condoni. Le risorse vanno cercate nella lotta spietata all’evasione, nella maggiore tassazione delle rendite finanziarie improduttive, ai super-profitti delle big tech, alle grandi ricchezze immobiliari».

La leader Cisl ha poi ribadito che «la contrattazione resta la via maestra: nazionale e decentrata. Aziendale, territoriale ed anche sociale. La contrattazione non è una procedura: è motore di crescita e redistribuzione. È un architrave di democrazia», ha affermato Fumarola, richiamando il varo della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil come «uno sguardo verso il futuro e un cantiere di corresponsabilità». Insieme, ha spiegato, le tre confederazioni rimettono al centro l’autonomia delle parti sociali, affermando che le grandi questioni del lavoro, della contrattazione, della formazione e della partecipazione non possono essere delegate ai partiti. Per Fumarola, l’articolo 36 della Costituzione va attuato attraverso contratti collettivi veri, firmati da organizzazioni realmente rappresentative: «Il salario giusto vive dentro il contratto giusto».

Su questi temi, ha proseguito la Segretaria Generale della Cisl, «non possiamo dare deleghe in bianco a una politica troppo spesso divorata dalla propaganda, dalla demagogia, quando non dall’estremismo». Occorre rafforzare la democrazia nel Paese, «anche la democrazia associativa», ha detto, mettendo in guardia dalle «equivalenze contrattuali furbe». Quindi, ha avvertito: «Se domani si dicesse che qualsiasi contratto è equivalente a un contratto vero solo perché copia un minimo salariale, allora faremmo rientrare dalla finestra i peggiori contratti pirata e quei falsi sindacati che diciamo di voler cacciare dalla porta».

Fumarola, infine, ha concluso il suo intervento rivolgendosi direttamente ai colleghi di Cgil e Uil: «Dobbiamo costruire, insieme, un Paese in cui nessuno sia costretto a scegliere tra salario e dignità, tra cura e povertà, tra famiglia e lavoro, tra futuro e rassegnazione. Un Paese in cui il lavoro non è solitudine, ma comunità». Un obiettivo raggiungibile, ha detto, «con le nostre identità, ma anche con la consapevolezza che quando la storia chiama, sappiamo rispondere con voce forte, credibile, generosa. Una voce unita».

L’articolo Sindacati. Fumarola al Congresso Uil: «Serve un patto di responsabilità per un nuovo modello di sviluppo. La contrattazione resta la via maestra» proviene da CISL.

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